Ghost in the Shell (2017)

LA TRAMA:

Ghost in the Shell – Il Maggiore è un essere unico nella sua specie, il prototipo di quello che molti potrebbero diventare in futuro, e un’arma potentissima. Recuperato da un terribile incidente, il corpo biologico del Maggiore è stato sostituto con uno interamente artificiale, ma il ghost, cioè l’anima, è rimasta la sua. Da qualche parte, la parte più importante, il Maggiore è ancora umana, anche se (e proprio perché) la sua natura le pone dei dubbi che la tormentano. Li sfrutta Kuze, un misterioso terrorista, che la Section 9, capitanata dal Maggiore e gestita dalla Hanka Robotics ha l’ordine di trovare ed eliminare.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Un film piacevole e abbastanza fluido, molto semplificato rispetto alla storia originale descritta dal manga di Masamune Shirow.

E come biasimare una tale semplificazione?
Prendiamo in considerazione il concetto di base dell’intera storia: CHE COSA E’ L’ANIMA?
Menti ben più brillanti della mia hanno provato a dare una risposta a questa domanda, senza trovare una soluzione. Per tanto io non risponderò all’ancestrale quesito, perché, a mio parere, ognuno di noi ha una sua risposta e, probabilmente, tutte le alternative sono corrette. Come, molto verosimilmente, nessuna risposta, data fino ad ora, può essere considerata corretta.

Torniamo a Ghost in the Shell ora, la critica in fase di elaborazione di questa pellicola è stata prevalentemente incentrata sulla poca originalità di alcuni particolari (per esempio la scena in cui Batou perde gli occhi per un esplosione, dove viene salvato dal Maggiore, è pressoché identica alla scena di Innocence, film del 2004, dove all’inizio è Batou a salvare Togusa da un’esplosione e perdere gli occhi sostituiti, come in Ghost in the shell, da due minuscole lenti) e sul cast, dove l’intera produzione è stata attaccata per l’ingaggio di Scarlett Johansson, per il ruolo del Maggiore Mira Killian, quando la fonte per questa produzione è un anime con protagonista un’orientale e non un’occidentale.

Questa scelta, a mio avviso, è stata un grosso errore. Per i più pignoli cercherò di spiegarmi meglio: non un errore nella scelta della Johansson, che per il sottoscritto è una buona attrice, ma proprio la scelta di cambiare una caratteristica della storia (origine socio-culturale dell’attrice protagonista), solo ed esclusivamente per rendere la pellicola più appetibile al più alto numero di spettatori possibili. Va bene, è una scelta capibile, ma sposta il perché della creazione di un film dall’intrattenere ed emozionare al semplice “fare soldi”.

Per quanto riguarda l’aspetto visivo e scenografico di Ghost in the Shell, ogni particolare è ben curato e straordinariamente affascinante. Per farmi meglio capire prendo in esempio le scene che inquadrano la grande città, in una panoramica sopraelevata, facendo notare una miriade di ologrammi su edifici, ponti e strade. Ognuno di questi “post pubblicitari futuristici” è unico, complesso e con piccole caratteristiche singolari. Oppure posso prendere in esame il corpo cibernetico di Kuze, che, se osservato attentamente, ha un’infinità di dettagli straordinariamente uniti, che rendono il suo shell robotico malandato, riassemblato da Kuze stesso, un insieme unico e pittoresco, che ora come ora, che sto scrivendo questo articolo, mi ricorda Ultron, nel secondo capitolo degli Avengers, nel suo ingresso in scena, poco glorioso sul momento, ma assai coinvolgente.

L’interpretazione del cast non è delle migliori, ma è comunque nella metà alta della media degli ultimi anni.

Tirando ora le mie somme posso affermare che il regista Rupert Sanders ha creato un opera molto semplice e lineare con il suo Ghost in the Shell, facendo delle scelte poco “sportive”, ma che nel complesso non hanno inciso sull’intrattenimento dello spettatore, riuscendo comunque a rendere questa pellicola capace di coinvolgere il pubblico e di interrogarlo sul valore della propria anima, cioè il senso di base dell’anime da cui è tratto. Lo considero un film degno di essere visto almeno una volta da tutti.

Consigliato a tutta la famiglia e agli amanti del genere cyber-punk.
Buona visione.

Personaggi principali di Ghost in the Shell, film del 2017.

LA CURIOSITÀ:

La scelta di Scarlett Johansson come protagonista ha scatenato le solite accuse di whitewashing: la protagonista Motoko Kusanagi, ovviamente, nel manga è asiatica. Una delle opzioni considerate dalla produzione era di lavorare digitalmente su Scarlett per renderla “più asiatica”. L’ipotesi poi è stata abbandonata.

LA FRASE:

– Non sei invulnerabile.
– Allora la prossima volta progettami meglio.

IL CAST:

  • Rupert Sanders: Regia
  • Scarlett Johansson: Maggiore Mira Killian
  • Takeshi Kitano: Daisuke Aramaki
  • Pilou Asbæk: Batou
  • Michael Pitt: Hideo Kuze
  • Juliette Binoche: dott.ssa Ouelet
  • Chin Han: Togusa
  • Anamaria Marinca: dott.ssa Dahlin
  • Michael Wincott: dott. Osmund
  • Peter Ferdinando: Cutter
  • Chris Obi: Ambasciatore Kiyoshi
  • Danusia Samal: Ladriya
  • Lasarus Ratuere: Ishikawa
  • Rila Fukushima: Geisha
  • Joe Naufahu: Peter Browning
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