Baby Driver – Il genio della fuga

LA TRAMA:

Baby DriverBaby è un giovane in grado di compiere le più spericolate evoluzioni alla guida di un’auto. Questa sua abilità viene sfruttata da Doc, un criminale dall’aspetto borghese, con il quale ha un conto aperto.
Baby, oltre a dover saldare il suo debito, deve anche occuparsi dell’anziano invalido che lo ha fatto crescere e si sta innamorando della cameriera di un fast food, Deborah. Ciò che ora vorrebbe poter fare è staccarsi dal ciclo continuo di rapine che Doc orchestra, ma lo aspetta un ultimo colpo.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Baby Driver – La nuova pellicola di Edgar Wright parla di un sogno, quello di sempre, quello un po’ ribelle in stile anni Cinquanta, gli anni Cinquanta dei diner, dei macchinoni e dei blue jeans, della libertà un po’ selvaggia, e in questo panorama Ansel Elgort è perfetto per il ruolo da protagonista, come se James Dean e Marlon Brando avessero fatto un bambino, un figlio che ancora deve crescere un po’, ma che non ha paura di sporcarsi le mani quando serve.

Un film, quello di Baby Driver, con protagonista un ragazzino con in faccia i segni di un’infanzia più che difficile, obbligato a servire un boss criminale dalle parvenze borghesi e sofisticate, che lo utilizza come autista nei suoi colpi, nei quali nessuna squadra è mai la stessa e nessuno usa il proprio nome. Insomma Edgar Wright ha creato una sua versione di Driver – L’imprendibile, il film del 1978 di Walter Hill (che compare in un cameo  vocale sul finale), che ha già ispirato la pellicola Drive con Ryan Gosling, con un unica variante importante: lei, la sua cenerentola, la sua Deborah interpretata da Lily James, che di cenerentole se ne intende.

Baby Driver è un film con un’anima candida e un cuore buono immersi in un mondo di criminalità comica e un po’ pazza. Nella quale il nostro giovane protagonista, anche se buono fino al midollo, si deve sporcare le mani per rimanere a galla.

E quando arriva il momento le mani se le sporca eccome, anche se non volentieri, e con lui se le sporca anche Wright fornendo al suo Baby Driver doppie dosi di violenza e crimine, il tutto mescolato a dovere in quel frullatore pop che è il suo cinema.

Edgar Wright riesce a comprimere e spremere al massimo tutto quello che può da quei Cinquanta sopra citati fino ad oggi.
Esattamente come Baby spreme motori e gomme, danzando tra i generi e gli stili con grazia e leggerezza, alternando tracce musicali e sentieri narrativi col sorriso sulle labbra, senza perdere il ritmo, senza perdere il filo, consapevole dei suoi mezzi, dei suoi obiettivi e di quello che deve fare per raggiungerli.

Consigliato a tutta la famiglia, in quanto Baby Driver è un film piacevole e divertente, dove la violenza non manca, ma è trasmessa in maniera più leggera e comica di molte altre pellicole che ormai anche i più piccini guardano.

Buona visione.

Ansel Elgort interpreta Baby in Baby Driver – Il genio della fuga (2017)

LA CURIOSITÀ:

Jamie Foxx ha chiesto di restare sul set a guardare recitare Kevin Spacey anche quando la giornata di riprese non richiedeva la sua presenza.

LA FRASE:

Hai problemi mentali? – Qui l’unico che ha problemi mentali sono io.

IL CAST e IL REGISTA:

  • Edgar Wright: Regia
  • Ansel Elgort: Miles ‘Baby’
  • Kevin Spacey: Doc
  • Lily James: Deborah
  • Jon Bernthal: Griff
  • Eiza González: Darling
  • Jon Hamm: Buddy
  • Jamie Foxx: ‘Pazzo’
  • Sky Ferreira: madre di Baby
  • Flea: Eddie No-Nose

I DOPPIATORI ITALIANI: 

  • Manuel Meli: Miles ‘Baby’
  • Roberto Pedicini: Doc
  • Virginia Brunetti: Deborah
  • Simone D’Andrea: Griff
  • Gemma Donati: Darling
  • Massimo Bitossi: Buddy
  • Pino Insegno: ‘Pazzo’
  • Christian Iansante: Eddie No-Nose
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