Vikings Stagione 1

LA TRAMA:

Vikings – Ragnar Lothbrok è un giovane vichingo affamato di conoscenza e ambizione. Disobbedendo agli ordini del suo capo, partirà da solo verso le terre dell’ovest, con un nuovo tipo di barca e di metodologia di navigazione. Ma questo suo gesto è destinato a sconvolgere l’equilibrio naturale e sociale delle cose e ad iniziare la leggenda su questo eroe norreno.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Asce affilate, grandi sogni e passioni sfrenate sono le caratteristiche di Vikings, la strabiliante serie tv prodotta da History Channel e ambientata nell’Alto Medioevo scandinavo.

Un opera firmata da Michael Hirst, autore da sempre attento a raccontare tra intrighi e misteri le pieghe della storia, capace di insegnare tramite la televisione un pizzico di storia e cultura vichinga, attraverso riti, indovini, saccheggi e dei.

Nella prima stagione Ragnar è presentato come un giovane fattore vichingo che anela alla scoperta di nuove civiltà attraverso i mari. È infatti il primo della sua gente a voler salpare verso occidente, attraversando le acque del mare del Nord, convinto che vi sia altro per cui valga la pena rischiare.

La prima caratteristica che distingue il protagonista dalla sua gente è la sete di conoscenza, addirittura superiore a quella di conquista, che possiede ugualmente.

Tra l’equipaggio di Ragnar vi è suo fratello Rollo, figura imponente e grande guerriero. Rollo brama la moglie di Ragnar e prova una forte invidia per il fratello. Infatti, mentre quest’ultimo persegue fermamente le sue ambizioni, Rollo cerca di affrontare una gelosia che mette alla prova la sua maturità e pianta i semi del risentimento.

Come avete potuto dedurre dai paragrafi qui sopra, la serie tv Vikings ha tutte le caratteristiche per essere un grande serie tv, lunga e duratura. Infatti contiene in sé una leggenda, un po’ di storia, una famiglia, degli amici, dei guerrieri, la sete di potere, di sapere, di battaglia e di gelosia.

Un mix di caratteristiche esplosive che aiutano il regista e creare una storia lineare (a differenza di Game of Thrones) ben strutturata, dove il protagonista principale passa da giovane uomo sognatore ad autorità quasi alla pari del re per le sue gesta leggendarie.

Una serie tv consigliata a tutti quanti, in quanto non ha caratteristiche troppo violente o eccessivamente crudeli, anche se parla di vichinghi e della loro storia.

Buona visione.

LA CURIOSITÀ:

L’ideatore di Vikings Michael Hirst è famoso per aver creato uno dei drama storici più apprezzati di sempre, I Tudors, premiato con sei Emmy, oltre alla meno fortunata Camelot della rete via cavo Starz. Anche questa volta Hirst s’ispira a fatti realmente accaduti – le epiche saghe sulle esplorazioni e incursioni dei normanni della Scandinavia dell’Alto Medioevo. I personaggi e gli eventi narrati si basano sui racconti della tradizione norvegese del XIII secolo o fonti storiche del periodo. La serie è ambientata all’inizio dell’era vichinga, caratterizzata dall’assalto all’isola santa di Lindisfarne nel 793.

La famiglia di Ragnar Lothbrok.

PERCHÉ GUARDARE VIKINGS?

History Channel ha saputo confezionare una serie pronta a usare i personaggi come una cassa di risonanza, piegandoli a un fine didattico che funziona senza essere invasivo e che viene assorbito dal pubblico con avida curiosità: così, senza neppure rendersene conto, ci si immedesima ad aprire le danze a un matrimonio e ad assistere a un solenne funerale vichingo, ad essere desinati alla tavola di un re d’Inghilterra e a preparare offerte per Thor e Odino finendo sopraffatti dalla maestosità della mitologia e della religione norrene, si viene indirizzati perfino a fare domande agli indovini e ad ottenere risposte intimoriti e affascinati dall’oscurità e dal mistero di tutto ciò che non conosciamo.

PERCHÉ NON GUARDARE VIKINGS?

Il problema reale e cruciale di Vikings è che spesso e volentieri dimentica le basi della cinematografia: intrattenere, divertire e incuriosire il pubblico. Dimentica tutto questo spesso incentrandosi troppo sulla creazione di un opera didattica.

Sicuramente questa scelta di History Channel è ragguardevole, ma per uno spettatore diventa noioso sapere così affondo le leggi vichinghe dell’epoca o tutte le sacrosante storie sugli dei. Insomma diventa a tratti troppo didattico, quasi un documentario e non più una serie tv su audaci vichinghi in cerca di gloria eterna.

IL CAST e IL REGISTA:

  • Michael Hirst: Regia
  • Travis Fimmel: Ragnar
  • Katheryn Winnick: Lagertha
  • Clive Standen: Rollo
  • Jessalyn Gilsig: Siggy
  • Gustaf Skarsgård: Floki
  • George Blagden: Athelstan
  • Gabriel Byrne: Conte Haraldson
  • Alyssa Sutherland: Aslaug
  • Donal Logue: Re Horik
  • Alexander Ludwig: Bjorn
  • Linus Roache: Re Ecbert
  • Ben Robson: Kalf
  • Kevin Durand: Harbard
  • Lothaire Bluteau: Imperatore Carlo il Calvo
  • John Kavanagh: Indovino
  • Peter Franzén: Re Harald Bellachioma
  • Jasper Pääkkönen: Halfdan il Nero
  • Moe Dunford: Principe Aethelwulf
  • Alex Høgh: Ivar “Il senzaossa”
  • Marco Ilsø: Hvitserk
  • David Lindström: Sigurd “Serpente nell’occhio”
  • Jordan Patrick Smith: Ubbe
  • Jonathan Rhys Meyers: Heahmund

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Maurizio Merluzzo: Ragnar
  • Stefania De Peppe: Lagertha
  • Riccardo Lombardo: Rollo
  • Valeria Falcinelli: Siggy
  • Francesco Mei: Floki
  • Ruggero Andreozzi: Athelstan
  • Augusto Di Bono: Conte Haraldson
  • Tania De Domenico: Aslaug
  • Raffaele Fallica: Re Horik
  • Simone Lupinacci: Bjorn
  • Massimiliano Lotti: Re Ecbert
  • Diego Baldoin: Kalf
  • Mario Zucca: Harbard
  • Gianni Quillico: Imperatore Carlo
  • Mario Scarabelli: Indovino
  • Giuseppe Calvetti: Re Harald Bellachioma
  • Edoardo Lomazzi: Halfdan il Nero
  • Marcello Moronesi: Principe Aethelwulf
  • Mosè Singh: Ivar “Il senzaossa”
  • Gianandrea Muià: Hvitserk
  • Norman Mulinacci: Sigurd “Serpente nell’occhio”
  • Francesco De Marco: Ubbe
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