Vikings Stagione 3

LA TRAMA:

Vikings terza stagione – I nostri vichinghi son pronti per far ritorno nuovamente in Wessex con tanti attriti: dalla precedente alleanza con Re EcbertRagnar scopre che le su truppe inviate per combattere per la Regina Kwenthrith non sono riuscite nell’intento. Quindi il re chiede a Ragnar di condurre lui stesso la battaglia per la conquista della Mercia, ed egli accetta.
Ma Ragnar non desidera solo Mercia, vuole depredare nuovi terreni ben più potenti e ricchi.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

La terza stagione di Vikings può considerarsi la consacrazione di una serie che si è saputa evolvere e maturare grazie a due elementi. Da una parte è ormai una certezza di qualità la scrittura shakespeariana di un talento nato delle cronache storiche, quella di Michael Hirst (Elizabeth, The Tudors), ma è evidente l’impronta di History Channel, che da anni si è inserita con furbizia sul mercato, producendo documentari che avessero sia una validità accademica che un forte senso dello spettacolo.

L’impressione è di essersi trovati di fronte a tre movimenti diversi, uno di nascita, ovvero la prima stagione, durante la quale Ragnar Lothbrock diventa Jarl; una seconda stagione di espansione, nella quale Ragnar consolida un potere temporale e assume la carica di Re; e quest’ultima tappa, dove la forza motrice pare essere quella dell’esplosione, o dell’implosione, ovvero della morte.

Il protagonista, l’eroe principale Ragnar, affronta una crisi, un virus religioso chiamato Athelstan. Abbiamo dovuto aspettare quasi venticinque puntate, seppur colme di presagi, per comprendere il vero significato narrativo dell’ex-monaco.

Athelstan si presentava nella prima stagione come l’innocuo, timido cristiano, costretto a scontrarsi con una cultura barbara. E invece si fa il portatore dell’intera storia della cristianità, e tra le quinta e la sesta puntata (The Usurper, Born Again) è proprio il suo personaggio che per la prima volta rende pratica e reale la presenza del Dio cristiano. A questo punto Athelstan diventa martire, e muore, ucciso da Floki.

E’ un gioco narrativo delizioso quello di Vikings, perché in un mondo dove tutti i vichinghi si direzionano verso uno scopo che lentamente li porterà distanti dalla sacralità pagana e verso il feudalismo cristiano, Floki è l’unico che rimane fedele alle divinità norrene.

Il finale di stagione della terza stagione di Vikings è, ribadisco, shakespeariano fino al midollo.

Il dolore morale di Ragnar causato dalla morte dell’amico Athelstan si accentua, ed in preda ad uno spasmo di rabbia e dolore per le ferite sia fisiche che d’anima, accusa finalmente Floki della morte del monaco.

E’ difficile trovare dei difetti anche tecnici alla terza stagione di Vikings. La battaglia per Parigi è diretta e ricostruita con cura, ma non assistiamo ad una battaglia visivamente roboante ed hollywoodiana.

Vikings mantiene una visione forte, un’ambientazione affascinante, un racconto potente con delle importanti motivazioni e dei personaggi carismatici. E quest’anno ha da un certo punto di vista superato se stesso, allargando moltissimo la sua visione e il suo intreccio, confezionando dei momenti spettacolari e ambiziosi.

Consigliato a tutti, amanti del genere storico-didattico compresi.

Buona visione.

Travis Fimmel e Alexander Ludwig interpretano Ragnar e Bjorn Lothbrok nella sere tv Vikings.

LA CURIOSITÀ:

Il personaggio di Rollo si basa su un vichingo realmente esistito, originariamente chiamato Hrolf e latinizzato con il nome di Rollo. Hrolf conquistò alcune parti della Francia, parti che adesso sono l’attuale Normandia. Hrolf era l’antenato di Guglielmo I d’Inghilterra, primo re d’Inghilterra della dinastia dei Normanni, conosciuto come Guglielmo il Conquistatore.

PERCHÉ GUARDARE LA TERZA STAGIONE DI VIKINGS?

La grande forza della serie di Vikings è, come intuibile, riposta nei personaggi, la loro evoluzione nel tempo e il loro incontro con culture così diverse: simbolo di tutta la serie e dello scontro tra civiltà è il prete Athelstan, che dopo aver vissuto per lungo tempo con i vichinghi, avendone assorbite e comprese le tradizioni e il credo, vede la sua fede sgretolarsi, a metà fra il suo Dio e gli dèi norreni, in eterna lotta per capire dove stia la verità e quale sia la sua strada.

PERCHÉ NON GUARDARE LA TERZA STAGIONE DI VIKINGS?

Come già spiegato nelle recensioni della prima stagione e della seconda stagione, il problema reale e cruciale di Vikings è che spesso e volentieri dimentica le basi della cinematografia: intrattenere, divertire e incuriosire il pubblico. Dimentica tutto questo spesso incentrandosi troppo sulla creazione di un opera didattica.

IL CAST e IL REGISTA:

  • Michael Hirst: Regia
  • Travis Fimmel: Ragnar
  • Katheryn Winnick: Lagertha
  • Clive Standen: Rollo
  • Jessalyn Gilsig: Siggy
  • Gustaf Skarsgård: Floki
  • George Blagden: Athelstan
  • Gabriel Byrne: Conte Haraldson
  • Alyssa Sutherland: Aslaug
  • Donal Logue: Re Horik
  • Alexander Ludwig: Bjorn
  • Linus Roache: Re Ecbert
  • Ben Robson: Kalf
  • Kevin Durand: Harbard
  • Lothaire Bluteau: Imperatore Carlo il Calvo
  • John Kavanagh: Indovino
  • Peter Franzén: Re Harald Bellachioma
  • Jasper Pääkkönen: Halfdan il Nero
  • Moe Dunford: Principe Aethelwulf
  • Alex Høgh: Ivar “Il senzaossa”
  • Marco Ilsø: Hvitserk
  • David Lindström: Sigurd “Serpente nell’occhio”
  • Jordan Patrick Smith: Ubbe
  • Jonathan Rhys Meyers: Heahmund
  • Kris Holden-Ried: Eyvind

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Maurizio Merluzzo: Ragnar
  • Stefania De Peppe: Lagertha
  • Riccardo Lombardo: Rollo
  • Valeria Falcinelli: Siggy
  • Francesco Mei: Floki
  • Ruggero Andreozzi: Athelstan
  • Augusto Di Bono: Conte Haraldson
  • Tania De Domenico: Aslaug
  • Raffaele Fallica: Re Horik
  • Simone Lupinacci: Bjorn
  • Massimiliano Lotti: Re Ecbert
  • Diego Baldoin: Kalf
  • Mario Zucca: Harbard
  • Gianni Quillico: Imperatore Carlo
  • Mario Scarabelli: Indovino
  • Giuseppe Calvetti: Re Harald Bellachioma
  • Edoardo Lomazzi: Halfdan il Nero
  • Marcello Moronesi: Principe Aethelwulf
  • Mosè Singh: Ivar “Il senzaossa”
  • Gianandrea Muià: Hvitserk
  • Norman Mulinacci: Sigurd “Serpente nell’occhio”
  • Francesco De Marco: Ubbe
  • Francesco Cataldo: Eyvind
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