Kingsman: Il cerchio d’oro

LA TRAMA:

Kingsman – Il cerchio d’oro – Fuori dalla sartoria Kingsman, Eggsy viene attaccato da Charlie, un viziato candidato che nel film precedente non aveva superato l’addestramento e ora è dotato di braccio robotico. La Kingsman viene poi attaccata e quasi annientata, tanto che rimangono solo Galahad e Merlino. Insieme scoprono che di fronte a una tale disperata emergenza devono rivolgersi ai cugini americani: gli Statesman, tra cui spiccano gli agenti Whisky, Tequila e Ginger Ale, mentre a capo del tutto c’è Champagne. Insieme a loro cercheranno di sventare lo spietato piano di Poppy, una potentissima narcotrafficante che sta ricattando il governo degli Stati Uniti per ottenere la legalizzazione di ogni tipo di droga.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Gli altri attori che partecipano a Kingsman – Il cerchio d’oro sembrano essersi divertiti come al luna park e la cui gioia è contagiosa.

Julianne Moore è per esempio irresistibile nei panni della iper-affettata Poppy, nostalgica fino al feticismo per gli anni 50, ma circondata di macchine assassine.

Eppure persino a lei la scena viene rubata da Elton John, che lungi dall’essere solo una figura di passaggio com’era Mark Hamill nel primo capitolo, prende invece parte all’azione nel ruolo di sé stesso con esiti esilaranti.

Nel team americano, a parte l’idealista e sacrificata Halle Berry, hanno modo di scherzare con spasso: Channing Tatum, che non manca di concedere un ballo, Pedro Pascal, in mirabolanti scene d’azione con il lazo, e JeffBridges, che riesce ad animare una dialogo solo per quello che fa con il whisky.

Anche Mark Strong, veterano di serissimi ruoli di spionaggio, qui stupisce con una performance canora country che rimane impressa anche alla fine del film.

Forse però il più sorprendente di tutti è Bruce Greenwood nei panni di un innominato presidente degli Stati Uniti, che regala la scena davvero più spiazzante e geniale, un momento di satira politica così pungente che centra in pieno le deviazioni del potere nell’era della comunicazione e i paradossi della guerra alla droga.

Preferiamo non rivelare altro, ma davvero la sua parte sembra scritta più dall’Armando Iannucci di Veep che non dalla rodata coppia Jane Goldman e Matthew Vaughn.

Ma in Kingsman: Il cerchio d’oro c’è altro oltre al divertimento di un cast azzeccato?

Se Kingsman: Il Cerchio d’Oro è attento all’evoluzione dei suoi protagonisti, e rende più vulnerabile Hart e più tenero Merlino, non si rinnova invece nell’invenzione della minaccia a cui devono far fronte i Kingsman.

Come nel primo film, anche qui la popolazione mondiale rischia una drastica diminuzione dopo essere precipitata nella follia, solo che stavolta a essere in pericolo non sono semplici acquirenti di SIM ma chi fa uso di sostanze stupefacenti.

In questa invenzione narrativa dobbiamo leggere una condanna? O, al contrario, un atteggiamento indulgente?

Probabilmente il film non prende una precisa posizione a riguardo, scegliendo semplicemente di rifarsi in qualche modo all’attualità e recuperando, in originalità, nel momento in cui rende la sua spia monogama invece che promiscua.

Non  si conclude però la serie dei Kingsman: ci sarà ancora almeno un terzo capitolo, sempre diretto da Matthew Vaughn.

Una pellicola quella di Kingsman: Il cerchio d’oro consigliata a tutti, dai più piccini ai più grandi, in quanto è un film molto divertente e che non annoia.

Buona visione.

Un immagine che mostra in parte le vicende di Kingsman: Il cerchio d’oro.

LA CURIOSITÀ:

Il film riunisce Jeff Bridges e Julianne Moore dopo Il grande Lebowski (1998) e Il settimo figlio (2014); Julianne Moore ha lavorato con Colin Firth in A Single Man (2009).

LA FRASE:

Noi abbiamo intelligenza, abilità… tu salti la corda? – È un lazo. – Quello che è.

IL CAST e IL REGISTA:

  • Matthew Vaughn: Regia
  • Colin Firth: Harry Hart
  • Julianne Moore: Poppy Adams
  • Taron Egerton: Gary “Eggsy” Unwin / Galahad
  • Mark Strong: Merlino
  • Halle Berry: Ginger Ale
  • Elton John: sé stesso
  • Channing Tatum: Tequila
  • Jeff Bridges: Champagne “Champion”
  • Pedro Pascal: Whiskey
  • Edward Holcroft: Charles “Charlie” Hesketh
  • Hanna Alström: Principessa Tilde
  • Sophie Cookson: Roxanne “Roxy” Morton / Lancillotto
  • Michael Gambon: Artù
  • Bruce Greenwood: Presidente degli Stati Uniti
  • Emily Watson: Capo di stato maggiore Fox
  • Tom Benedict Knight: Angel
  • Poppy Delevingne: Clara Von Gluckfberg
  • Samantha Womack: Michelle Unwin
  • Keith Allen: Charles
  • Thomas Turgoose: Liam
  • Björn Granath: Re di Svezia
  • Lena Endre: Regina di Svezia
  • Tara Hugo: Barista
  • Mark Arnold: generale McCoy

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Luca Biagini: Harry Hart
  • Roberta Greganti: Poppy Adams
  • Alessandro Campaiola: Gary “Eggsy” Unwin / Galahad
  • Francesco Prando: Merlino
  • Francesca Fiorentini: Ginger Ale
  • Gianluca Machelli: Elton John
  • Marco Vivio: Tequila
  • Edoardo Siravo: Champagne “Champion”
  • Alessandro Budroni: Whiskey
  • Davide Perino: Charles “Charlie” Hesketh
  • Sara Ferranti: Principessa Tilde
  • Valentina Favazza: Roxanne “Roxy” Morton / Lancillotto
  • Luciano De Ambrosis: Artù
  • Angelo Maggi: Presidente degli Stati Uniti
  • Chiara Colizzi: Capo di stato maggiore Fox
  • Giulia Santilli: Clara Von Gluckfberg
  • Daniela Calò: Michelle Unwin
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