Thor: Ragnarok

LA TRAMA:

Thor: Ragnarok – Il ritorno di Thor ad Asgard si fa amaro quando scopre che Loki si è sostituito al padre Odino sul trono, spedendo quest’ultimo in un ospizio terrestre. Ma il peggio deve ancora arrivare: Hela, sorella maggiore e dea della morte, sta per uscire dalla sua prigione e vuole vendicarsi su Asgard.
Thor è deciso a difenderla e per farlo dovrà riunire una gloriosa squadra di “vendicatori“.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Anche se si ride molto in Thor: Ragnarock, più di quanto non si faccia di solito con questo genere di film, quello che ne esce è un incredibile miscuglio di elementi diversi e in alcuni casi contrastanti che la mano di Taika Waititi riesce miracolosamente ad amalgamare in un insieme, se non del tutto omogeneo, gustoso e spettacolare.

Thor: Ragnarok parla di un eroe che è anche un dio, biondo e bello, coi muscoli pompatissimi e un martello gigante come arma indistruttibile, rischia di diventare una noia (im)mortale.

E allora via subito questa ingombrante coperta di Linus, sbriciolata come se niente fosse da qualcuno di più potente, via quell’aria da perfettone:  con la goffaggine di un elefante in un negozio di cristalli Thor diventa uno come noi, perfetto protagonista di imbarazzanti scene, più simpatico ed umano.

Gli altri non sono da meno, a partire da un Hulk insolitamente “chiacchierone” e dal suo alter ego Bruce Banner in piena crisi di panico.

E c’è anche ampio spazio, per fortuna, per la deliziosa cattiveria di Loki, un dio degli inganni che si ritrova altrettanto spesso ingannato.

Anche se Thor: Ragnarok è un’avventura a sé stante, un cosiddetto standalone, nonostante i collegamenti con gli altri film, potrebbe rilanciare l’affetto del pubblico per un mondo che rischia di implodere per la troppa voglia di superare se stesso e la concorrenza.

Ma quali altre caratteristiche ha Thor: Ragnarok?

Come non si potrebbe amare un film dove risuonano a palla le note di Immigrant Song dei Led Zeppelin e la soave musichetta di Willy Wonka(il primo), con un Jeff Goldblum colorato e bizzarro, un dio che impreca come uno scaricatore di porto e un wormhole chiamato L’Ano del Diavolo?

Per non parlare della t-shirt vintage che Bruce Banner prende in prestito da Tony Stark, oppure dello strano drago-razzo dell’inizio del film.

Sono anche i piccoli particolari che fanno di questi film quello che dovrebbero essere: un’evasione collettiva da un mondo triste e grigio in un universo multicolore e pieno di stimoli sensoriali, in cui non si debba per forza, per godersi lo spettacolo, spegnere il cervello.

Un film, quello di Thor: Ragnarok, consigliato a tutta la famiglia, agli amanti del genere e anche ai non amanti in quanto è più divertente e gustoso della normalità del genere supereroistico.

Buona visione.

Chris Hemsworth interpreta Thor nell’omonimo film capitolo finale della trilogia: Thor: Ragnarok (2017).

LA CURIOSITÀ:

Nella colonna sonora del film è incluso anche il tema The Lonely Man, composto da Joe Harnell per la serie tv L’incredibile Hulk.

LA FRASE:

Come sei arrivato là? – Una lunga storia…

IL CAST e IL REGISTA:

  • Taika Waititi: Regia
  • Chris Hemsworth: Thor
  • Tom Hiddleston: Loki
  • Cate Blanchett: Hela
  • Idris Elba: Heimdall
  • Jeff Goldblum: Gran Maestro
  • Tessa Thompson: Valchiria
  • Karl Urban: Skurge
  • Mark Ruffalo: Bruce Banner / Hulk
  • Anthony Hopkins: Odino

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Massimiliano Manfredi: Thor
  • David Chevalier: Loki
  • Roberta Pellini: Hela
  • Alberto Angrisano: Heimdall
  • Mario Cordova: Gran Maestro
  • Valentina Favazza: Valchiria
  • Dario Oppido: Skurge
  • Riccardo Rossi: Bruce Banner / Hulk
  • Dario Penne: Odino
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