Resident Evil: The Final Chapter

LA TRAMA:

Resident Evil: The Final ChapterAlice è stata tradita ed è rimasta sola a combattere eserciti di non morti per cercare di salvare quelle poche sacche di resistenza umana che ancora popolano il pianeta. Ormai però la fine appare vicina, presto non resterà traccia di vita alcuna. Ma ecco che la Regina Rossa, che le dà la caccia da sempre, l’avverte dell’esistenza di un antidoto, in grado di rimettere in sesto ogni cosa. Alice parte quindi alla volta del luogo da dove è fuggita, Racoon City, il ventre dell’Alveare, per la sua ultima e definitiva missione.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Paul W.S. Anderson nel proporre il suo capitolo finale della saga di Resident Evil aggredisce lo spettatore in modo forte e quasi devastante.

Lo aggredisce nelle sequenze iniziali dove spiega grossolanamente le puntate precedenti, lo aggredisce con un montaggio iper-frenetico e lo aggredisce con una colonna sonora pesante, troppo pesante, che va a braccetto con la fotografia quasi nera che caratterizza la saga.

Ma sopratutto lo aggredisce con un azione travolgente, mostrata attraverso inquadrature folli e disorientanti.

Così disorientanti che sono quasi incomprensibili. O almeno lo sono fino a quando lo spettatore non entra nell’ottica di questo Resident Evil.

Insomma bisogna farci l’occhio.

E’ tutto nero in questo Resident Evil: The Final Chapter?

No non lo è. Perché il modo così esagerato con cui Resident Evil 6 si porta su schermo è quasi ammirabile.

Perché è una pellicola sfacciata, confusionaria, aggressiva, assurda, spropositata, impertinente e perfino ovvia, una pellicola che ignora volutamente ogni verosimiglianza narrativa, insomma un Resident Evil estremo in tutto.

E il tutto viene mostrato in maniera totalmente cristallina, dissennata e spensierata, portando lo spettatore a perdersi nella storia e a farsi trascinare.

Solo così, solo facendosi trascinare si può godere della visione di Resident Evil: The Final Chapter, perché solo così si sorvola sui suoi grossolani difetti.

Solo così si può vedere con divertimento grezzo e ancestrale una pellicola che sembra nata già difettata o rovinata.

Ma come è stato possibile questo? Come si è salvato Resident Evil?

Tutto questo, va detto, sarebbe stato impossibile senza Milla Jovovich, che di questo film, di questi film, non è solo la protagonista, ma la struttura totale e la presenza costante.

Una Milla Jovovich che a 41 anni è ancora bella e brava come 15 anni fa col primo capitolo, brava come nel film Il Quinto Elemento.

Ed è grazie a lei che lo spettatore si lascia andare a corse folli con qualsiasi mezzo pensabile, combattimenti assurdi contro creature indefinibili.

Con lei si attraversano ambienti desertici, città desolate e devastate, basi sotterranee, combattendo passo a passo con zombie, cani infernali, strane creature e nemici fuori di testa come il Cappellaio Matto di Alice nel Paese delle Meraviglie.

Conclusioni

Tirando ora le somme su Resident Evil: The Final Chapter, non si può negare il divertimento quasi infantile durante la visione, ma questa rimane una pellicola povera, volutamente povera.

Povera perché è stata creata per concludere un saga di 15 anni, che ormai per sua struttura deve concludersi, perché Milla Jovovich non è eterna.

E questa motivazione basta a spiegare il perché di molte scelte, il perché di questa frenesia caotica di una storia che riprende parecchi punti dei vari capitoli per unirli in un unico grande piano ben congegnato.

Resident Evil: The Final Chapter è un film consigliato a tutti, sopratutto agli amanti della saga, che vedendolo penseranno di tornare ad essere quel giocatore esperto, che conosceva ogni scorciatoia per arrivare in fondo al gioco velocemente, che diventava frenetico nel suo divertimento senza godersi il resto, esattamente come è questo capitolo finale nel mondo dei film: frenetico e veloce.

Buona visione.

Resident Evil: The Final Chapter (2016).

LA CURIOSITÀ:

A interpretare l’ologramma della Regina Rossa è la piccola Ever Gabo Anderson, primogenita del regista e della Jovovich.

LA FRASE:

Se è così, allora dovrò ucciderti.

IL CAST e IL REGISTA:

  • Paul W. S. Anderson: Regia
  • Milla Jovovich: Alice Abernathy
  • Ali Larter: Claire Redfield
  • Shawn Roberts: Albert Wesker
  • Iain Glen: Dr. Alexander Isaacs
  • Ever Gabo Jovovich-Anderson: Alicia giovane/Regina Rossa
  • Eoin Macken: Doc
  • Ruby Rose: Abigail
  • William Levy: Christian
  • Rola: Cobalt
  • Lee Joon-gi: Comandante Lee
  • Fraser James: Michael

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Francesca Fiorentini: Alice Abernathy
  • Roberta Pellini: Claire Redfield
  • Massimo Rossi: Albert Wesker
  • Roberto Pedicini: Dr. Alexander Isaacs
  • Vittoria Bartolomei: Alicia giovane/Regina Rossa
  • David Chevalier: Doc
  • Benedetta Degli Innocenti: Abigail
  • Edoardo Stoppacciaro: Christian
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