The Man in the High Castle 2

LA TRAMA:

The Man in the High Castle 2 – Nel 1962, in un mondo alternativo in cui la seconda guerra mondiale è stata vinta dalle potenze dell’asse e non dagli alleati. Gli Stati Uniti sono stati divisi in due blocchi, la costa orientale è sotto il controllo del Grande Reich Nazista, quella occidentale è sotto il dominio giapponese e prende il nome di Stati Giapponesi del Pacifico.
In questo mondo si intrecciano le vite di vari personaggi appartenenti a tutti e tre i fronti (tedeschi, giapponesi e resistenza) in un periodo di forte crisi tra le due superpotenze.
C’è chi cerca la pace, chi la guerra, chi delle risposte e chi se stesso.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Il senso di The Man in the High Castle 2 sta tutto nella contrapposizione tra la morale umana e il cosiddetto diritto positivo, la legge fissata da norme.

Sofocle per bocca della sua Antigone parlava di “leggi non scritte e innate”.

“Non sono d’oggi, non di ieri, vivono sempre, nessuno sa quando comparvero né di dove”.

Non si fatica certo a credere che oltre a Mark Twain anche Sofocle avrebbe figurato tra gli autori proibiti nel Reich ucronico che la serie ci prospetta.

Questa stagione di The Man in the High Castle scava nelle viscere della distorta morale nazista, ne mette in luce tutte le disuguaglianze e le contraddizioni e lo fa attraverso le vicende degli uomini che ne compongono la società.

Osserviamo alcuni di questi personaggi e le loro caratteristiche:

Per il Reichsminister Heusmann la morte di milioni di persone è un valido prezzo perché “Questa guerra sarà terribile, sì. Ma sarà l’ultima guerra. E quando sarà finita avremo un mondo unito e in pace per la prima volta nella storia dell’umanità”.

Il nazismo forse è stato anche questo: la lucida follia di uomini disposti al sacrificio più importante, quello di vite umane, in nome di un’ideologia, in nome di quell’insensatezza fondata sul credere, sull’aver bisogno di credere, che la loro disumanità trovasse senso nella veridicità di un’idea che era troppo tardi per rinnegare.

Perché rifiutarne la validità avrebbe voluto dire ammetterne l’orrore.

Alcuni dei personaggi principali di The Man in the High Castle 2.

Joe Blake, a differenza di suo padre, percepisce l’incongruenza che sta alla base di tale modo d’agire perché non fa mai del tutto suo il messaggio nazista, perché, come afferma lui stesso rivolgendosi alla fascinosa Nicole (Bella Heathcote) in “Detonation”, nono episodio della stagione: “Capisco la lealtà verso una persona, non verso una causa”.

Intrisi di “diritto nazista” sono invece tanto la moglie del vice Ministro dell’informazione del Grande Reich, Lucy Collins, impossibilitata ad avere figli, tanto il primogenito di John Smith, affetto da distrofia muscolare.

Entrambi pronunciano la stessa parola, riferendosi a loro stessi: “difettoso”.

Il perverso rispetto della legge impone al giovane Thomas Smith un’unica soluzione: consegnarsi alle autorità andando incontro a un destino di morte.

Questa è la forza di un’ideologia, non corroborata da umanità e senso critico, in nome della quale si è disposti perfino al sacrificio di sé stessi.

Altri personaggi con altre caratteristiche:

La disperazione della madre è il grido straziante di chi aveva anteposto il sentimento più nobile, l’amore, a qualunque valore civico.

Quell’amore per un figlio che scardina le certezze di John Smith, un meraviglioso, anche in questo The Man in the High Castle 2Rufus Sewell: “Mi sono reso conto che tutto si riduce a una cosa sola: la famiglia. […] La forza di un uomo si misura in base alle persone delle quali si circonda, […] della famiglia che ha giurato di proteggere. Qualunque forza possieda la riceve da loro. E per loro deve essere pronto a dare tutto”.

Nel cammino di tutti questi personaggi si inserisce e si impone, quasi mai però a livello recitativo, una figura: “Anche qualcosa di imperfetto, può essere bellissimo” afferma Juliana facendo riferimento alla pratica giapponese del Kintsugi.

E’ lei la costante dei due mondi.

Lei che mantiene la sua integrità al di là di qualsiasi schieramento.

Se, come afferma l’Uomo nell’alto Castello “la maggior parte della gente è diversa a seconda che abbia la pancia piena o che sia affamata, al sicuro o spaventata” Juliana sente, come l’Antigone di Sofocle, quella spinta ad agire seguendo una morale diversa, tutta interiore.

Se George Dixon, membro della Resistenza, non esita minimamente a condannare a morte un ragazzo, solo perché nazista, arrivando addirittura ad affermare “se vogliamo batterli dobbiamo essere peggiori”, Juliana vede l’umanità, a volte solo potenziale, in ogni persona che si para sulla sua strada e antepone la vita a qualunque ideologia.

Lo fa salvando Joe Blake al termine della prima stagione, lo fa ora salvando l’obergruppenführer Smith e suo figlio. È il senso di umanità che in fin dei conti vince su tutto.

Conclusione:

Il senso di umanità è l’unica salvezza dalle storture dei Pensieri Forti che tanto male hanno prodotto nel secolo scorso. The Man In The High Castle ci lancia questo monito. Noi dovremmo impegnarci a farlo nostro.

Buona visione.

Immagine rappresentativa del mondo in cui è ambientata The Man in the High Castle 2.

LA CURIOSITÀ:

Come nel romanzo, anche la serie tv The Man in the High Castle si porta dietro di sé numerosi temi non solo legati alle vicende che accadono sullo schermo, ma anche al rapporto che si ha con la realtà. Senza fare ulteriori rivelazioni vi basti sapere che la lettura dello spettacolo è comunque alla portata di tutti e non è necessaria una riflessione post-visione per comprendere a pieno ciò che si è appena visto.

PERCHÉ GUARDARE THE MAN IN THE HIGH CASTLE 2?

La maggior parte degli attori ed attrici scelti per interpretare i personaggi della serie hanno partecipato in film del passato, anche famosi.

Nessuno di loro ha realmente sfondato in un ruolo da protagonista, eccetto giusto un paio.

Nonostante questo tutti sono stati capaci di portare un’ottima prestazione attoriale.

Ognuno di loro è credibile e riesce a mostrare la giusta carica emotiva in un copione non affatto semplice.

PERCHÉ NON GUARDARE THE MAN IN THE HIGH CASTLE 2?

La serie televisiva non ha particolari motivi per essere ricordata sotto l’aspetto della regia e della fotografia.

Non ci troviamo di fronte a metodi di narrazione fuori dal comune, interessanti inquadrature e così via. È tutto piuttosto classico, ma estremamente solido nella struttura.

IL CAST e L’IDEATORE:

  • Frank Spotnitz: Ideatore
  • Alexa Davalos: Juliana Crain
  • Rupert Evans: Frank Frink
  • Luke Kleintank: Joe Blake
  • DJ Qualls: Ed McCarthy
  • Joel de la Fuente: Ispettore Kido
  • Cary-Hiroyuki Tagawa: Nobusuke Tagomi
  • Rufus Sewell: John Smith
  • Brennan Brown: Robert Childan
  • Callum Keith Rennie: Gary Connell
  • Bella Heathcote: Nicole Becker

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Angela Brusa: Juliana Crain
  • Francesco Pezzulli: Frank Frink
  • Alessandro Campaiola: Joe Blake
  • Daniele Raffaeli: Ed McCarthy
  • Emiliano Coltorti: Ispettore Kido
  • Haruhiko Yamanouchi: Nobusuke Tagomi
  • Stefano Benassi: John Smith
  • Enrico Di Troia: Robert Childan
  • Davide Marzi: Gary Connell
  • Gemma Donati: Nicole Becker
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