King Kong

LA TRAMA:

King KongNew York, 1933. Durante la Grande Depressione la fame di fama conduce una troupe cinematografica su un’isola misteriosa per girare un film spettacolare e avventuroso. A bordo della Venture salpano Carl Denham, regista ambizioso, Ann Darrow, un’attrice esordiente e Jack Driscoll, un drammaturgo intellettuale prestato al cinema.
Durante una tempesta la nave si incaglia sugli scogli dell’Isola del Teschio, una terra fuori da ogni mappa e governata da un colossale scimmione, Kong, a cui viene offerta in sacrificio la bella Ann. Gli uomini della Venture, nel tentativo di salvare la fanciulla, cattureranno Kong e lo “trasferiranno” a Manhattan per esibirlo come fenomeno da fiera. Ma King Kong spezzerà le catene e scalerà l’Empire State Building ghermendo di nuovo la bella dai capelli d’oro. 

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

La trama dell’Ottava Meraviglia del Mondo è nota da quel lontano 1933, quando due avventurieri, Ernest Beaumont e Merian C. Cooper, crearono nei “laboratori” della RKO la più grande e spaventosa delle creature: King Kong.

Il loro modello mentale diventò poi un modello in scala nelle mani di Willis O’Brien, il Méliès anglosassone, che per primo sperimentò tecniche rivoluzionarie come lo stop motion, realizzando mostri animati automaticamente, e la sovrimpressione, facendoli muovere dentro scenografie verosimili e accanto agli attori.

E a questa storia Peter Jackson è rimasto fedele ricostruendo per King Kong un’inestricabile foresta mai esistita e una New York esistita soltanto negli anni della Depressione; restituendo alla Skull Island le spaventose creature, ragni e insetti giganti, “censurate” nella versione del ’33; e ancora rendendo a King Kong, triplicato, il feroce avversario Godzilla.

Si ferma qui il King Kong di Peter Jackson? Ad una copia?

Ma la visione di Jackson va oltre il remake aggiornato, oltre l’interpretazione psicologica, sociologica o politica (terrorismo, grattacieli, aerei che abbattono edifici), rivelando piuttosto un atto d’amore, altamente tecnologico, al cinema americano degli anni ’30.

L’omaggio a quel cinema e alla sua icona gigantesca è diffuso nel film fin dalle prime battute che si aprono su New York, sui suoi operai sospesi a dodici piani di altezza come Harold Lloid, sui sipari di Broadway e sui loro divi, sui meccanismi di produzione di Hollywood, sulla fotografia, sui colori dei tramonti in Technicolor davanti ai quali si riconciliano Ann e Kong.

Come vengono rimescolati i protagonisti originali e i rispettivi attori?

Il regista neozelandese rinnova allo spettatore tutto il godimento di un cult-movie fondato sulla tradizione letteraria e sociologica del confronto tra bella e bestia, e a questo piacere aggiunge tutte le suggestioni dell’età d’oro del cinema hollywoodiano e così Jack Driscoll, avventuriero nella versione originale, diventa un drammaturgo di Broadway prestato a Hollywood; Carl Denham rimane regista anche in questa versione ma con l’intraprendenza e la magia di Orson Welles a cui aderisce anche fisionomicamente; Bruce Baxter, l’attore di film di serie B, celebra col suo atletismo impeccabile e il suo volto da bel filibustiere Bruce Cabot (l’attore che nella versione originale del ’33 interpretò Jack Driscoll) e i divi macho-azione di Hollywood.

Anche Naomi Watts, dopo Fay Wray nel ’33 e Jessica Lange nel ’76, trova la sua Ann Darrow, sempre bionda e sempre innocente ma più consapevole e più innamorata di quella “creatura” che per lei combatte e muore.

Su tutti i protagonisti maschili primeggia, e non solo in statura, King Kong, uno scimmione che ha il volto umano e le emozioni umane di Andy Serkis, già Gollum ne Il Signore degli Anelli.

Alle gentili signore non resta che schiarire la voce e scivolare con King Kong a Central Park.

Ai gentili signori darsi alla fuga lungo la Tenement Street.

Buona visione.

Scena rappresentativa del concetto romantico sopra menzionato del film King Kong (2005).

LA CURIOSITÀ:

Ai Premi Oscar 2006 il film di Peter Jackson ha invece ottenuto tre statuette per la parte tecnica: migliori effetti speciali, miglior sonoro e miglior montaggio sonoro.

LA FRASE:

Mike ha dato la vita per quello in cui credeva. Non è morto invano. E ti diò anche un’altra cosa. Io questo film lo finirò per Mike. Lo finirò… e donerò tutti i proventi alla moglie e ai figli.

IL CAST e IL REGISTA:

  •  Peter Jackson: Regia
  • Naomi Watts: Ann Darrow
  • Adrien Brody: Jack Driscoll
  • Jack Black: Carl Denham
  • Andy Serkis: King Kong, Lumpy
  • Thomas Kretschmann: Capitano Englehorn
  • Evan Parke: Sig. Hayes
  • Colin Hanks: Preston
  • Jamie Bell: Jimmy
  • Lobo Chan: Choy
  • John Sumner: Herb
  • Craig Hall: Mike
  • Kyle Chandler: Bruce Baxter
  • William Johnson: Manny
  • Geraldine Brophy: Maude
  • David Dennis: Taps
  • David Pittu: Weston
  • Pip Mushin: Zellman
  • Jim Knobeloch: dirigente bullo
  • Ric Herbert: dirigente squallido
  • Jed Brophy: marinaio (cameo)
  • Rick Baker: pilota (cameo)
  • Peter Jackson: artigliere #1 (cameo)
  • Frank Darabont: artigliere #2 (cameo)
  • Julia Walshaw: attrice #1
  • Luanne Gordon: attrice #2
  • Glen Drake: attore

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Claudia Catani: Ann Darrow
  • Massimiliano Manfredi: Jack Driscoll
  • Fabrizio Vidale: Carl Denham
  • Roberto Pedicini: Capitano Englehorn
  • Massimo Corvo: Sig. Hayes
  • Stefano Crescentini: Preston
  • Nino Prester: Lumpy il cuoco
  • Fabrizio De Flaviis: Jimmy
  • Sergio Lucchetti: Choy
  • Saverio Moriones: Herb
  • Roberto Certomà: Mike
  • Vittorio De Angelis: Bruce Baxter
  • Gerolamo Alchieri: dirigente bullo
  • Antonio Palumbo: dirigente squallido
  • Massimo Bitossi: artigliere #2
  • Ludovica Modugno: attrice #1
  • Laura Romano: attrice #2
  • Sergio Sivori: attore
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