BoJack Horseman – Prima Stagione

LA TRAMA:

In un mondo in cui esseri umani ed animali antropomorfi convivono senza problemi di sorta, BoJack Horseman è un cavallo sulla soglia della cinquantina. Famosa star ormai in declino di una vecchia serie tv, Horsin’Around, BoJack trascorre le giornate nella sua lussuosa villa tra alcol, cibo spazzatura e droga. Per riportare in auge la sua carriera decide di scrivere un libro sulla sua vita e, tramite gli agganci ed i consigli della sua manager e del suo editore, decide di ingaggiare Diane come ghostwriter dopo essersi accorto di essere totalmente incapace di pubblicare l’opera per conto suo.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Premessa:

BoJack Horseman, Serie Tv animata creata dalla mente di Raphael Bob-Waksberg e prodotta da Netflix, è dal 2015 sulla cresta dell’onda nel suo genere.

L’unione fra umorismo, satira, sentimentalismo ed esistenzialismo crea, nella prima stagione, 12 puntate da vedere tutte d’un fiato (ognuna dura circa 25 minuti).

La serie permette, inoltre, di superare e smentire il pregiudizio che molti (come il sottoscritto) possono avere in merito ad un cartone animato, abituati come siamo a vedere Serie Tv sempre di persone in carne e ossa: BoJack Horseman non ha niente da invidiare ad altre serie comedy che hanno fatto la storia recente.

Analisi dei punti fondamentali della Serie Tv:

La prima tematica che inevitabilmente colpisce l’occhio dello spettatore è concentrata su quanto surreale sia il mondo che gli si pone davanti: la cosa più incredibile, però, è che esso al tempo stesso sembra terribilmente reale.

I problemi, le conversazioni, i modi di fare dei protagonisti ci permettono di dimenticare cosa effettivamente viene rappresentato, perché è facile immedesimarsi in ogni personaggio.

Impossibile non notare, inoltre, come la satira e il sarcasmo siano assoluti protagonisti nella serie animata, rendendola squisitamente scorrevole e divertente: insieme costituiscono non solo il cinico personaggio di BoJack Horseman, ma una non troppo velata critica alla società americana.

Superficialità, appunto: BoJack Horseman sottolinea continuamente che la società americana, ma Los Angeles in particolare, vive soltanto in funzione di cose futili senza invece cogliere l’essenza delle cose, ma soprattutto delle persone.

Ecco perché molti personaggi sono fondamentalmente soli, perché a nessuno interessa capire i problemi degli altri.

Come non pensare, dunque, alla nostra società quando vengono fatte riflessioni del genere?

La solitudine di BoJack, tuttavia, non è ascrivibile ad una semplice incapacità di farsi capire o disinteresse degli altri nel capire: BoJack è un cavallo depresso.

La depressione, ulteriore tematica della serie, sfocia con tutta la sua forza nell’abuso di alcool e di droghe, che cercano di creare percorsi alternativi per il protagonista che deve, alla fine della stagione, sempre fare i conti con la domanda con cui si tormenta: “Ma io, nel profondo, sono una brava persona?”.

Ma il vero centro della Serie Tv è: Tutti i personaggi tentano di raggiungere la felicità dal punto di vista relazionale, lavorativo e personale, fallendo miseramente.

Bojack

Diventa il simbolo dell’insoddisfazione in termini assoluti: incapace di instaurare una relazione stabile, va alla ricerca, più che dell’amore, di persone in grado di fornirgli attenzioni delle quali si stanca dopo aver consumato il rapporto di una notte. Adagiandosi sui guadagni ottenuti grazie alla fortunata serie Horsin’Around vive nell’ozio e rifiuta un più concreto impegno lavorativo, per la paura di non essere all’altezza di ricoprire un ruolo da vero attore in pellicole più impegnate. Infine, a causa della sua indole e dei suoi trascorsi, non riesce ad apprezzare nulla nella sua vita, preferendo vivere alla ricerca di fugaci momenti di soddisfazione piuttosto che ricercare la vera felicità.

Diane

La ghostwriter di Bojack, è un personaggio che ha molte occasioni di interagire con il protagonista in questa prima serie. I punti che accomunano i due sono molti, ma tra di loro c’è un’importante differenza che fa sì che l’uno non possa trovare la felicità nell’altra. Diane, al contrario di Bojack, cerca di combattere le sue insoddisfazioni, trovando un punto di appoggio nel marito Mr. Peanutbutter. Il libro che scriverà su Bojack non sarà una trovata commerciale per vendere copie, ma un libro in cui la scrittrice avrà messo tutta se stessa per catturare la vera essenza di Bojack, e di cui andrà fiera.

Princess Carolyn

E’ l’agente di Bojack, una gatta rosa shocking sulla quarantina. Segretamente innamorata del protagonista, con il quale ha una relazione amorosa altalenante, si fa assorbire totalmente dal lavoro per evitare di doversi confrontare con il suo desiderio di avere una relazione sentimentale ed una famiglia. Da encomiare la rappresentazione che gli autori hanno saputo fare di questa donna in continuo bilico tra il lasciarsi trascinare a fondo da Bojack e l’allontanarsi a malincuore da lui, sapendo che il suo amore non sarà mai ricambiato.

Todd

E’ un ventenne scapestrato che non avendo un posto dove andare si è installato abusivamente a casa del protagonista. Più volte Bojack tenta di mandarlo via senza successo, ma andando avanti nella serie si scopre che tra i due si è andato a creare un forte legame, in quanto Todd è l’unico che accetta incondizionatamente Bojack per quello che è. Dal punto di vista della caratterizzazione, Todd risulta essere forse il personaggio meno riuscito. Fin troppo sciocco, è tuttavia spesso al centro della scena in quanto ottimo soggetto o spalla per le gag che risultano costanti per tutta la puntata, salvo dare spazio a rari ma intensi momenti drammatici.

Mr. Peanutbutter

E’ un labrador che fa da controparte a Bojack. Apparentemente ha tutto: una brillante carriera da attore, la donna che Bojack desidera, un carattere espansivo e giocoso che lo fa risultare simpatico a tutti. Per tutta la serie Mr. Peanutbutter si mostra come lo specchio di quello che Bojack vorrebbe essere, ma approfondendo il suo carattere scopriamo che non è sempre facile sorridere in ogni situazione, e che anche chi sembra essere al culmine della felicità deve lottare per fare andare le cose per il verso giusto. Nel caso di Mr. Peanutbutter, lo si nota principalmente nel suo costante impegno nel mantenere vivo il rapporto con Diane: anche se da parte di entrambi c’è un sincero sentimento d’amore, Diane è una donna fragile che non riesce a trovare la felicità nelle gioie del matrimonio e la coppia è sempre in bilico tra la riconciliazione ed il divorzio.

Conclusione:

Bojack Horseman è una serie che sotto l’apparente leggerezza ha tanto da comunicare. E’ impossibile terminare la visione dei 12 episodi, ognuno della durata di 25 minuti circa, senza fermarsi a riflettere sulla propria vita, su quello che ci rende effettivamente felici e il focalizzarci sulle piccole e grandi lotte che ognuno di noi combatte tutti i giorni contro la sensazione di insoddisfazione che è insita nella vita.

Buona visione.

 

LA CURIOSITÀ:

Se a primo impatto il tratto dei disegni ed i colori a pastello possono far storcere il naso ai meno avvezzi del campo dell’animazione, in secondo luogo e con il passare degli episodi potrebbe avvenire il contrario, affascinando lo spettatore e aiutandolo nell’immersione di quel mondo tanto stravagante, quanto realistico. Vi è inoltre una cura nei dettagli impressionante ed anche un elemento che può apparire piccolo e semplice, non viene dimenticato e continua ad essere riproposto in maniera coerente nell’arco della storia.

PERCHÉ GUARDARE BOJACK HORSEMAN?

La scelta di partire con dei clichès (persona famosa entrata in depressione, donna in carriera che non riesce ad avere famiglia, uomo famoso sempre gentile e allegro) si rivela essere un trucco, visto che niente è come sembra: tutti i personaggi hanno sfaccettature contraddittorie e, per questo, interessanti.

PERCHÉ NON GUARDARE BOJACK HORSEMAN?

Non è semplice seguire il proseguimento della Serie Tv, in quanto non tutti sono in grado di vedere e di capire le grandi problematiche culturali mondiali che porta su schermo questa serie con il suo modo scherzoso e quasi disinvolto.

CRITICA:

Il quotidiano britannico The Guardian ha definito Bojack Horseman come:

“un prodotto provocatorio sull’ipocrisia e sulla stupidità che circonda Hollywood”

mettendo in evidenza la complessità delle relazioni tra i personaggi e la loro situazione drammatica.

Il New York Times ha definito la prima stagione

“divertente e licenziosa”.

Margaret Lyons di Vulture ha dato una recensione positiva, descrivendo la serie come

“radicalmente triste. La amo”.

Premi e riconoscimenti:

Nel 2016 la serie ha vinto due edizioni consecutive dei Critics’ Choice Television Awards come migliore serie animata, battendo rivali come I Simpson South Park.

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