Harry Potter e La Camera dei Segreti

LA TRAMA:

Harry Potter e La Camera dei SegretiHarry sta trascorrendo noiose vacanze estive presso gli zii, oltretutto senza aver ricevuto nemmeno un messaggio dagli amici Ron e Hermione. Colpa di Dobby, elfo domestico che ha intercettato la posta per convincere il ragazzo a lasciare la scuola di magia di Hogwarts dove lo attenderebbe un terribile pericolo. L’arrivo all’accademia coincide in effetti con una serie di strani e paurosi fenomeni: esseri pietrificati, scritte di sangue sui muri e soprattutto l’accenno a una misteriosa “camera dei segreti” che conterrebbe qualcosa di malefico.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Squadra che funziona non si cambia.

Certamente si tratta di un modo di dire abusato ma si deve ammettere quanto si addica all’adattamento del secondo romanzo di J. K. Rowling, affidato nuovamente alla regia dello spielberghiano Columbus.

In effetti “Harry Potter e la camera dei segreti” appare, soprattutto grazie alla sceneggiatura di Kloves, come una sorta di aggiornamento del primo film dell’octalogia, in quanto, nell’essere un adattamento quasi calligrafico, conserva la medesima struttura del predecessore, con l’aggiunta di una rigidità strutturale superiore al romanzo.

Così facendo il “rischio noia” diventa una variabile da considerare, anche in virtù del fatto che la colossale confezione e la smisurata galleria di personaggi (e anche la durata superiore alle due ore e mezza) non rende certo facile mantenere l’attenzione per tutto il film.

Ma non è tutto male quel che non innova.

Non si deve però pensare che il film di Columbus sia un mattone di difficile fruizione (anche perché ciò difficilmente spiegherebbe gli incassi record e il buon responso critico): esso è legato al predecessore anche dalle già elencate caratteristiche positive, che lo rendono un film di certo godibile e di sicura presa su un pubblico che sia alla ricerca del cosiddetto “intrattenimento di qualità“.

Sequenze di indubbia efficacia come l’inizio “carcerario“, la breve parentesi nel passato oppure l’avventurosa parte nella foresta valgono (o meglio, sono valse) il prezzo del biglietto (come si suon dire) e dimostrano la già celebrata abilità di Columbus e della sua squadra nel confezionare un efficace prodotto “per famiglie“.

O per fan.

Il problema dell’eccessiva somiglianza col predecessore va quindi ricondotto ad un valore contestuale ed è da considerarsi come un esempio della necessità di una maggiore variabilità produttiva nella realizzazione seriale di blockbuster, i quali (come anche il caso della saga di “Hunger Games” sta a dimostrare) spesso a causa della prevedibile povertà interpretativa e della vastità dei fattori produttivi in gioco si riducono a essere nulla più che la somma delle loro numerose (e valide) componenti.

Di conseguenza “Harry Potter e la camera dei segreti” non risulta un film non all’altezza del predecessore a causa di una realizzazione di qualità inferiore ma per via della sua effettiva natura di opera che tenta di ripetere totalmente il primo capitolo non tenendo conto delle differenze intrinseche della materia di partenza e delle prime tracce di maturità presenti nel romanzo della scrittrice inglese, tranne risultare macchinoso quando accenna questa direzione (si consideri, ad esempio, il modo didascalico con cui si trattano tematiche sempre più importanti come quelle identitarie).

Repetita non iuvant.

Buona visione.

Harry Potter e la camera dei segreti (2002).

LA CURIOSITÀ:

Durante le riprese della scena in cui Harry, Ron e la macchina volante della famiglia Weasley affrontano il Platano Picchiatore furono distrutti quattordici esemplari di Ford Anglia.

LA FRASE:

Non sono le nostre capacità che dimostrano chi siamo davvero, sono le nostre scelte.

IL CAST e IL REGISTA:

  • Chris Columbus: Regia
  • Daniel Radcliffe: Harry Potter
  • Rupert Grint: Ron Weasley
  • Emma Watson: Hermione Granger
  • Kenneth Branagh: Gilderoy Allock
  • John Cleese: Nick-Quasi-Senza-Testa
  • Robbie Coltrane: Rubeus Hagrid
  • Warwick Davis: Filius Vitious
  • Richard Griffiths: Vernon Dursley
  • Richard Harris: Albus Silente
  • Jason Isaacs: Lucius Malfoy
  • Alan Rickman: Severus Piton
  • Fiona Shaw: Petunia Evans
  • Maggie Smith: Minerva McGranitt
  • Julie Walters: Molly Weasley
  • David Bradley: Argus Gazza
  • Tom Felton: Draco Malfoy
  • Sean Biggerstaff: Oliver Baston
  • Robert Hardy: Cornelius Caramell
  • Shirley Henderson: Mirtilla Malcontenta
  • Gemma Jones: Madama Chips
  • Miriam Margolyes: Pomona Sprite
  • Mark Williams: Arthur Weasley

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Alessio Puccio: Harry Potter
  • Giulio Renzi Ricci: Ron Weasley
  • Letizia Ciampa: Hermione Granger
  • Antonio Sanna: Gilderoy Allock
  • Dario Penne: Nick-Quasi-Senza-Testa
  • Francesco Pannofino: Rubeus Hagrid
  • Vittorio Stagni: Filius Vitious
  • Paolo Lombardi: Vernon Dursley
  • Gianni Musy: Albus Silente
  • Massimo Lodolo: Lucius Malfoy
  • Francesco Vairano: Severus Piton
  • Melina Martello: Petunia Evans
  • Paola Mannoni: Minerva McGranitt
  • Anna Rita Pasanisi: Molly Weasley
  • Bruno Conti: Argus Gazza
  • Flavio Aquilone: Draco Malfoy
  • Stefano Crescentini: Oliver Baston
  • Sandro Pellegrini: Cornelius Caramell
  • Ilaria Stagni: Mirtilla Malcontenta
  • Rita Savagnone: Madama Chips
  • Franca Lumachi: Pomona Sprite
  • Mino Caprio: Arthur Weasley
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