Dark

LA TRAMA:

Dark – Un uomo si suicida lasciando una lettera, da non aprire entro una data prossima futura. Suo figlio Jonas si sveglia in preda agli incubi, senza sapere che la sua vita sta per precipitare in una spirale ancora peggiore di dolore e follia. Tornato a scuola dopo un periodo di depressione, trova la sua ragazza con il suo miglior amico, inoltre la cittadina è in ansia per la scomparsa di un altro giovane. Quando la sera con gli amici si reca in prossimità delle grotte accadrà qualcosa di ancora più terribile, il tutto all’ombra di una centrale nucleare che svetta minacciosa sulla foresta.

IL TRAILER:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

La complessa rete di relazioni interpersonali tra i cittadini non è però che l’inizio dell’intreccio di Dark, prima serie Netflix prodotta in Germania e ideata alla coppia di autori Baran Bo Odar e Jantjie Friese.

Lui regista e lei head writer della serie, avevano già collaborato sul film dedicato al mondo degli hacker Who Am I.

Film che vantava a sua volta un intreccio labirintico.

Dove i piani temporali del racconto erano disposti come in un gioco di prestigio.

Dark è un mystery fin dal principio, per come la storia origina con un suicidio inspiegabile e la scomparsa di un ragazzo.

Le cose poi si rivelano presto infinitamente più complicate e hanno a che fare con enigmatici esperimenti segreti, che spostano il racconto su altre linee temporali, duplicando e addirittura triplicando i personaggi e i loro rapporti reciproci.

Una scatola cinese che si apre pezzo per pezzo in uno spettacolo ipnotico, dove ogni rivelazione porta con sé nuove domande.

Una serie ambiziosa

Si è parlato, per via del legame con gli anni 80, di una vicinanza a Stranger Things e gli autori per primi riconoscono di aver guardato a Stephen King.

Ma l’ingegnosa stratificazione del mistero rimanda piuttosto ad altre serie, come le migliori stagioni di Lost Westworld, in cui i misteri portano avanti il racconto almeno quanto i personaggi.

A differenza di quelle serie però il tono di Dark, come già dice il nome, è ossessivamente cupo, un baratro in cui si precipita senza appigli, sino a un finale di stagione che rilancia verso la prossima annata della serie.

La serie immerge un racconto di “hard science-fiction“, dove abbondano questioni scientifiche e paradossi, in un’ambientazione da fiaba dei fratelli Grimm, con numerose scene in luoghi ancestrali come le grotte e la foresta, spessissimo esplorati di notte e sotto la pioggia.

Dark è stato anche un grande sforzo produttivo, con ben 100 giorni di riprese divisi nell’arco di sei mesi, tutti supervisionati da Baran Bo Odar come unico regista, conferendo così alla serie una straordinaria coerenza stilistica e lo sguardo di un autore di cinema, che sa sfruttare al meglio l’ambiente e valorizzare gli attori.

Anche per questo Dark non è affatto una produzione minore ed è anzi una delle serie più ambiziose dell’anno.

Buona visione.

LA CURIOSITÀ:

Jantjie Friese:

“Non abbiamo scritto Dark pensando che dovesse piacere un pubblico internazionale, cercando di inserire cose di interesse per gli spettatori giapponesi o francesi e via dicendo. Abbiamo piuttosto cercato di raccontare qualcosa che avesse a che fare con la condizione umana e con domande universali e che pertanto fosse interessante per il pubblico internazionale. Forse anche per non porci il problema, ci siamo concentrati su un piccolo universo privato, sperando che avrebbe interessato il pubblico di tutto il mondo”.

PERCHÉ GUARDARE DARK?

Nella scrittura di questa serie c’è una profonda conoscenza religiosa e filosofica, molte scene hanno riferimenti più o meno diretti al cristianesimo, all’ermetismo, alla storia dell’Anticristo.

PERCHÉ NON GUARDARE DARK?

Ma se il pregio degli autori di Dark è quello di aprire molte domande, forse il loro unico difetto è quello di non permettere sempre che siano queste a muovere la storia, che a volte sembra scorrere su binari lineari.

IL CAST e L’IDEATORE:

  • Baran bo Odar, Jantje Friese: Ideatori

    Famiglia Kahnwald

    • Michael Kahnwald (2019), interpretato da Sebastian Rudolph, doppiato da Alberto Bognanni. È il marito di Hannah e il padre di Jonas, nonché Mikkel Nielsen da adulto.
    • Hannah Kahnwald/Krüger (2019), interpretata da Maja Schöne (2019) e da Ella Lee (1986), doppiata da Benedetta Degli Innocenti. È la madre di Jonas e la moglie di Michael. È da sempre innamorata di Ulrich Nielsen.
    • Jonas Kahnwald (2019), interpretato da Louis Hofmann (2019) e da Andreas Pietschmann (2052), doppiato da Stefano Broccoletti (2019) e Christian Iansante (2052). È il figlio di Michael e di Hannah.
    • Ines Kahnwald (2019), interpretata da Angela Winkler (2019), da Anne-Ratte-Polle (1986) e da Lena Urzendowsky (1953), doppiata da Aurora Cancian.

    Famiglia Nielsen

    • Ulrich Nielsen (2019), interpretato da Oliver Masucci (2019) e da Ludger Bökelmann (1986), doppiato da Massimo Lodolo (2019) e da Alex Polidori (1986). È il marito di Katharina e il padre di Magnus, Martha e Mikkel.
    • Katharina Nielsen (2019), interpretata da Jördis Triebel (2019) e da Nele Trebs (1986), doppiata da Sabrina Duranti (2019) e da Ludovica Bebi (1986).
    • Magnus Nielsen (2019), interpretato da Moritz Jahn, doppiato da Simone Veltroni.
    • Martha Nielsen (2019), interpretata da Lisa Vicari, doppiata da Veronica Puccio.
    • Mikkel Nielsen (2019), interpretato da Daan Lennard Liebrenz, doppiato da Gabriele Meoni.
    • Agnes Nielsen (1953), interpretata da Antje Traue, doppiata da Irene Di Valmo.
    • Tronte Nielsen (2019), interpretato da Walter Kreye, Tronte Nielsen (1986), interpretato da Felix Kramer, Tronte Nielsen (1953), interpretato da Joshio Marlon, doppiato da Eugenio Marinelli.
    • Jana Nielsen (2019), interpretata da Tatja Seibt, Jana Nielsen (1986), interpretata da Anne Lebinsky, Jana Nielsen (1953), interpretata da Rike Sindler.

    Famiglia Doppler

    • Peter Doppler (2019), interpretato da Stephan Kampwirt, doppiato da Stefano Benassi.
    • Charlotte Doppler (2019), interpretata da Karoline Eichhorn, doppiata da Roberta Pellini, Charlotte Doppler (1986), interpretata da Stephanie Amarell, doppiata da Costanza Di Giacomo.
    • Franziska Doppler (2019), interpretata da Gina Stiebitz, doppiata da Emanuela Ionica.
    • Elisabeth Doppler (2019), interpretata da Carlotta von Falkenhayn.
    • Helge Doppler (2019), interpretato da Hermann Beyer, Helge Doppler (1986), interpretato da Peter Schneider, Helge Doppler (1953), interpretato da Tom Philip, doppiato da Gerolamo Alchieri.
    • Bernd Doppler (1986), interpretato da Michael Mendl, Bernd Doppler (1953), interpretato da Anatole Taubman, doppiato da Franco Zucca.
    • Greta Doppler (1953), interpretata da Cordelia Wege.

    Famiglia Tiedemann

    • Regina Tiedemann (2019), interpretata da Deborah Kaufmann, doppiata da Emilia Costa, Regina Tiedemann (1986), interpretata da Lydia Maria Makrides.
    • Aleksander Tiedemann/Boris Niewald (2019), interpretato da Peter Benedict, doppiato da Pasquale Anselmo, Aleksander Köhler (1986), interpretato da Béla Gabor Lenz.
    • Bartosz Tiedemann (2019), interpretato da Paul Lux, doppiato da Davide Capone.
    • Claudia Tiedemann (2019), interpretata da Lisa Kreuzer, Claudia Tiedemann (1986), interpretata da Julika Jenkins, Claudia Tiedemann (1953), interpretata da Gwendolyn Göbel, doppiata da Isabella Pasanisi.
    • Egon Tiedemann (1986), interpretato da Christian Pätzold doppiato da Bruno Alessandro, Egon Tiedemann (1953), interpretato da Sebastian Hülk doppiato da Simone D’Andrea.
    • Doris Tiedemann (1953), interpretata da Luise Heyer.

    Altri personaggi

    • Erik Obendorf, ragazzo che scompare nel 2019.
    • Yasin Friese (2019), interpretato da Vico Mücke.
    • Padre Noah (2019), interpretato da Mark Waschke, doppiato da Leonardo Graziano.
    • H.G. Tannhaus (1986), interpretato da Arnd Klawitter, H.G. Tannhaus (1953), interpretato da Christian Steyer, doppiato da Giorgio Lopez.
    • Torben Wöller (2019), interpretato da Leopold Hornung.
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