Wonder Wheel – La ruota delle meraviglie

LA TRAMA:

Wonder Wheel – Ginny ha sposato in seconde nozze Humpty che lavora nel Luna Park di Coney Island e gli ha portato in dote un figlio decenne con una spiccata tendenza per la piromania. Ginny è però insoddisfatta di quel matrimonio e trova nel bagnino Mickey un uomo colto che possa comprendere anche le sue velleità di attrice. Un giorno però arriva a sconvolgere i fragili equilibri Carolina, figlia di Humpty e fuggita dall’entourage del marito mafioso. Quando Mickey ne fa la conoscenza Ginny avverte l’imminenza di un pericolo.

IL TRAILER di Wonder Wheel:

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE di Wonder Wheel:

Con quella sua aria dimessa, la divisa di cameriera di un ristorante che si chiama “Il re della vongola”, i rimpianti sul passato e i sogni sul futuro, la Kate Winslet di La ruota delle meraviglie è chiaramente l’altra faccia della Cate Blanchett di Blue Jasmine.

La sua versione proletaria.

Certo, la Ginny di questo nuovo film di Woody Allen, al contrario di Jeannette/Jasmine, non è mai stata protagonista di una vera e propria caduta socio-economica: proletaria lo è sempre stata, e sempre lo sarà.

Ma anche lei è vittima tanto delle sue colpe (dei suoi difetti drammatici, per dirla con Allen) quanto del destino.

Anche lei ha perso molto, e anche lei lotta disperatamente, e invano, per riconquistare qualcosa, foss’anche un drink: lì il vodka martini con scorza di limone, qui uno scotch liscio.

Se già nel film del 2011 era evidente che Allen stesse guardando direttamente a Tennesse Williams per la storia e i personaggi, La ruota delle meraviglie lo ribadisce in maniera ancora più decisa, con i suoi richiami costanti e chiarissimi al teatro: dal personaggio di Justin Timberlake, ingenuo aspirante drammaturgo (e seduttore seriale: d’altronde fa il bagnino, e alla fine le spiagge di Coney valgono quelle di Rimini), a scelte scenografiche figlie della chiara intenzione di rendere il set un palcoscenico, come per l’appartamento attorno al quale ruotano gran parte delle vicende e dei dialoghi.

E un monologo finale, straordinario, di una Winslet in abiti – per l’appunto – teatrali, c’è la presenza senza possibilità di dubbio come la Blanche DuBois di questa storia.

Entrando più internamente in Wonder Wheel:

 

Il panorama è desolante, e Allen ci prova appena a mascherarlo con i suoni e i colori di una Coney Island che nel 1950 è già in decadenza, mentre Vittorio Storaro alterna gloriose luci dorate e innaturali e grigi cupi e impietosi per raccontare la dolorosa discrepanza tra il sogno e la realtà di questi personaggi, quella distanza incolmabile con cui, ognuno a suo modo, saranno tutti costretti a fare i conti.

Al contrario di quanto accadeva in Irrational Man, qui la tragedia non è ammantata di grottesco, e non c’è alcuna parziale consolazione al crollo inesorabile di tutte le aspirazioni dei protagonisti, come avveniva in Café Society, attraverso l’umorismo o il successo professionale.

Forse perché a mancare è proprio l’amore, e la sua magia, quella che ammantava e ammaliava Colin Firth e Emma Stone in Magic in the Moonlight.

La mancanza di speranza, allora, è proprio quella di Blue Jasmine.

Con meno rabbia, meno acidità, ma con molto più pathos: perché di teatro si tratta, a Tennesse Williams si guarda.

E perché, forse, Allen – sempre più limpido, essenziale, cristallino – è oramai del tutto convinto che con la tragedia e il fallimento non si possa fare altro che conviverci, cercando di navigare a vista, di aggrapparci a quel che abbiamo, per poco che sia. E se allunghiamo la mano nell’illusione di afferrare qualcos’altro, beh: non c’è bagnino che ci possa salvare.

Buona visione.

LA CURIOSITÀ su Wonder Wheel:

Kate Winslet ha dichiarato che Woody Allen è il regista più esigente con cui lei abbia mai lavorato: ha aggiunto che spesso Allen rimbeccava lei e Justin Timberlake.

LA FRASE di Wonder Wheel:

Quando si tratta d’amore finiamo per essere i nostri peggiori nemici!

IL CAST e IL REGISTA di Wonder Wheel:

  • Woody Allen: Regia
  • Kate Winslet: Ginny Rannell
  • Justin Timberlake: Mickey Rubin
  • Juno Temple: Carolina
  • Jim Belushi: Humpty Rannell
  • Jack Gore: Richie
  • Tony Sirico: Angelo
  • Steve Schirripa: Nick
  • Max Casella: Ryan
  • David Krumholtz: Jake
  • Bobby Slayton: Louis
  • John Mainieri: John

I DOPPIATORI ITALIANI di Wonder Wheel:

  • Chiara Colizzi: Ginny Rannell
  • Stefano Crescentini: Mickey Rubin
  • Ilaria Stagni: Carolina
  • Francesco Pannofino: Humpty Rannell
  • Luca Tesei: Richie
  • Davide Marzi: Angelo
  • Roberto Stocchi: Nick
  • Luigi Ferraro: Ryan
  • Simone Crisari: Jake
  • Pasquale Anselmo: Louis
  • Toni Orlandi: John
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