Ready Player One

LA TRAMA:

Ready Player One – Corre l’anno 2045 e il mondo sta per sprofondare nel caos. Una mano, tesa da James Halliday, viene incontro alle persone. Questa mano è OASIS, un enorme universo di realtà virtuale creato dal stravagante Halliday.
Alla sua morte l’enorme eredità di OASIS verrà consegnata a colui che per primo troverà un Easter Egg nascosto da qualche parte all’interno di OASIS. Questo darà origine ad una gara che coinvolgerà il mondo intero.
Quando un giovane eroe, di nome Wade Watts, troverà la soluzione al primo quesito per raggiungere l’ambito Easter Egg, verrà trascinato in una caccia al tesoro senza esclusione di colpi. Colpi che potrebbero essere anche mortali.

IL TRAILER: 

LA MIA OPINIONE/RECENSIONE:

Innanzitutto partiamo dal presupposto che un film non riuscirà mai ad eguagliare il libro da cui è tratto.

Tanto meno è pensabile nel caso di Ready Player One.

Questo è di basilare importanza per tutti coloro che, avendo letto il libro, vorranno andare in sala a guardare ciò che si sono immaginati e riprovare ciò che hanno provato durante la lettura.

Perché?

Semplicemente perché il romanzo di è pieno zeppo di citazioni e richiami a un mondo ampio più di quarant’anni.

E non sono citazioni semplici da riportare su schermo.

Come si potrebbe portare al cinema un’emozione scaturita da ore e ore video ludiche nel tentativo di finire Adventure se non al massimo citarlo o mostrarlo alle nuove generazioni.

Si è vero ci sono certi rimandi che si possono riportare su schermo, che magari potevano essere riportate meglio, ma al di là di questo il film ne è pieno per chi sa cercare ed ascoltare.

Un altro possibile problema durante la visione di Ready Player One?

L’unico che può nascere è la confusione nello sguardo di coloro che non amano il mondo virtuale, di coloro che non lo capiscono e/o di coloro che non lo sopportano proprio.

Uno sguardo perso in un’immensità di colori e movimenti, troppo frenetici e caotici per occhi inesperti.

Come un neonato che per la prime volta vede il mondo al di fuori della sua culla, questi spettatori rimangono intontiti e frustrati dinanzi a ciò che non conoscono.

Ma se i sopracitati non sono problemi?

Beh allora starete per vedere un film che vi emozionerà, un film in grado di riportarvi indietro nel tempo, capace di far riaffiorare ricordi nella nostra mente.

Starete per vedere un film pieno di oggetti, che avrete già visto, e vi sforzerete di capire dove e quando li avete già visti, di frasi già sentite e che vi son rimaste nel cuore e di emozioni che ormai pensavate di aver dimenticato.

Ecco quindi cosa è Ready Player One:

Un film per alcuni non meritevole del nome che porta (tutti coloro che hanno letto il libro), un film caotico e fastidioso (per tutti coloro che non amano il mondo virtuale) oppure un film in grado di riportarvi nel passato, un passato innocente e spensierato che ormai non fa quassi più parte del vostro presente.

Ma non parla solo di ricordi, citazioni, giochi o realtà virtuale.

Allora quale è il centro del messaggio di Ready Player One?

Tutta l’essenza di quest’opera di Steven Spielberg sta in piccoli momenti tranquilli, nascosti in mezzo a tanti fragori.

In un paio di momenti che sembrano andare al rallentatore, come se stessimo guardando Baywatch.

Quei momenti così innocenti quasi, dove l’amato Halliday cerca di farci capire come sta vivendo l’intero pianeta.

Dove cerca di far capire al giovane Wade che non esiste solo la realtà virtuale, ma anche la realtà, quella realtà che è così reale come spiega lui.

Quella realtà che stanno perdendo immersi in quell’oasi che è OASIS.

Un messaggio semplice e basilare, che magari in tanti penseranno essere banale e scontato.

Un messaggio che molti penseranno che si riferisse solo al film in se e alla sua storia.

Ma pensandoci bene, pensandoci con la dovuta attenzione diventa un messaggio per noi del pubblico, che ormai non ci rendiamo nemmeno conto di quanto siamo immersi ogni giorno in una realtà virtuale.

Vivendo una vita che per la maggior parte si divide in due: la vita reale e la vita virtuale.

Un vita divisa tra due identità distinte: quella che rappresenta cosa siamo nel mondo reale e quella che ci rappresenta in quel mondo in cui tutti possono essere quel che vorrebbero essere, ma senza esserlo veramente.

Buona visione.

Immagine tratta dal film Ready Player One (2018) che immortala il mondo futuristico della pellicola dove tutti sono sempre collegati al mondo virtuale di OASIS.

LA CURIOSITÀ:

Ready Player One è un vero e proprio tuffo nel passato dei videogames anni ’80. Nonostante questo è possibile apprezzarlo anche per coloro che non hanno vissuto quegl’anni, dato che è pieno zeppo di citazioni anche più recenti.

Non solo, il film come il romanzo, in realtà parla del nostro modo di vivere la vita, dove molti di noi hanno un’identità reale ed una virtuale.

LA FRASE:

Questo è OASIS. Un posto in cui il limite della realtà è la tua immaginazione.

IL CAST e IL REGISTA:

  • Steven Spielberg: Regia
  • Tye Sheridan: Wade Watts/Parzival
  • Olivia Cooke: Samantha “Sam” Cook/Art3mis
  • Ben Mendelsohn: Nolan Sorrento/Sorrento
  • T.J.Miller: i-R0k
  • Simon Pegg: Ogden Morrow/Il curatore
  • Mark Rylance: James Halliday/Anorak
  • Lena Waithe: Helen/Aech
  • Philip Zao: Sho
  • Win Morisaki: Daito
  • Hannah John-Kamen: F’Nale Zandor
  • Susan Lynch: Alice
  • Perdita Weeks: Karen/Kira
  • Ralph Ineson: Rick
  • Clare Higgins: sig.ra Gilmore

I DOPPIATORI ITALIANI:

  • Federico Campaiola: Wade Watts/Parzival
  • Letizia Ciampa: Samantha “Sam” Cook/Art3mis
  • Andrea Lavagnino: Nolan Sorrento/Sorrento
  • Paolo Vivio: i-R0k
  • Massimiliano Manfredi: Ogden Morrow/Il curatore
  • Antonio Sanna: James Halliday/Anorak
  • Alessia Amendola: Helen/Aech
  • Stefano Broccoletti: Sho
  • Carlo Scipioni: Daito
  • Gaia Bolognesi: F’Nale Zandor
  • Marina Guadagno: Alice
  • Antilena Nicolizas: Karen/Kira
  • Dario Oppido: Rick
  • Cristina Piras: sig.ra Gilmore
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